Il tuo e-commerce non funziona? Scopri perché e miglioralo

Leonardo Serboni Leonardo Serboni   |   6 giugno 2017

Se in un solo post si potessero fornire risposte certe a questa domanda, probabilmente la stessa non tornerebbe ciclicamente in testa alle ricerche più effettuate dagli utenti su Google, in tema di e-commerce.

Ogni progetto di negozio online, ha delle proprie peculiarità che rendono impossibile il paragone con altri casi di successo o l’adozione indiscriminata di “cure universali”. Un accorgimento in grado di migliorare sensibilmente le performance di un e-commerce potrebbe risultare inconcludente per il tuo sito. “Ma allora cosa diamine devo fare per vendere di più online?”.

Il dubbio è sicuramente lecito ma per non impazzire tra la miriade di risposte disponibili in rete occorre fare un passo indietro e cercare di capire come si è giunti a formulare tale richiesta a un motore di ricerca. Nella maggior parte dei casi quando si mettono in discussione i risultati di un’attività di vendita online, occorre percorre a ritroso le scelte che ci hanno portato a questa situazione di stallo.

Armiamoci quindi di pazienza e calma zen per addentrarci tra le decisioni che hanno portato il tuo e-commerce a fare un buco nell’acqua. In particolare voglio farti riflettere su 5 massime che hanno ispirato il mio lavoro negli ultimi mesi, una sorta di piccola guida spirituale ai problemi di vendite online, da consultare ogni volta che stai perdendo di vista le priorità e gli obiettivi del tuo progetto.

#1 Partire dal perché

Ora penserai che stia scherzando, eppure come diceva un vecchio saggio, anche un viaggio di mille miglia inizia con un primo passo. Cerchiamo di capire meglio, non voglio mettere in dubbio il tuo modello di business o l’impegno profuso nella gestione del tuo e-commerce. Come afferma Simon Sinek, in un suo ispirante Ted Talk, ogni singola persona, ogni organizzazione sul pianeta sa quello che fa al 100% mentre più difficilmente conosce perché lo sta facendo. Il perché suggerito da Sinek va oltre la ricerca del profitto, implica un aggiornamento della filosofia aziendale, ci impone di pensare in maniera più profonda. Si tratta di un modello di business universale che invita le organizzazioni a coinvolgere i consumatori nelle cause in cui sono coinvolte. Non si tratta di scoprire perché vogliamo vendere online ma piuttosto di capire come i nostri prodotti possono migliorare la vita delle persone.

Essere consapevoli e credere nel perché, nascosto dietro le tue decisioni, guiderà con infinita lucidità ogni tua decisione di marketing e ti aiuterà a dipingere il più convincente dei quadri per i tuoi potenziali acquirenti. Ogni foto che sceglierai, ogni singola riga di copy scritta per descrivere i tuoi prodotti, serviranno a fornire un’immagine di come come sarebbe difficile la vita senza i tuoi prodotti. Ti assicuro che questo consiglio è in grado di fare la differenza tra un e-commerce realizzato bene e un e-commerce che vende!

#2 Conoscere gli altri per conoscere se stessi

Crediamo di sapere tutto sul nostro target, la facilità con la quale oggi abbiamo accesso a un enorme quantitativo di dati ci fa illudere di avere il controllo della situazione. Pensiamo basterà trasferire la nostra esperienza maturata offline per costruire un e-commerce di successo, eppure ci sbagliavamo. Non basta conoscere il mercato per offrire un sito in grado di soddisfare le aspettative dei clienti, manca sempre un pezzo fondamentale per comporre il puzzle perfetto: la conoscenza di noi stessi o in questo caso, del nostro sito e-commerce.

Un sito di vendita online è per sua natura un progetto in continua evoluzione. Perfezionarlo sulle abitudini e i comportamenti di acquisto degli utenti è una vera e propria opera d’arte. Attraverso i software di analytics, le heat map, le recensioni, i questionari di gradimento, siamo in grado di ottenere informazioni preziose, che ci consentono di segmentare dettagliatamente i nostri visitatori e offrire loro un’esperienza d’acquisto quanto più personalizzata possibile.

Visto che con questo post voglio infondere fiducia nel percorso che hai intrapreso più che darti gli strumenti tecnici, mi pare corretto chiudere questo paragrafo con una citazione del re delle vendite online, Jeff Bezos di Amazon:

Non mi preoccupa chi pratica il 5% in meno. Mi preoccupa chi può offrire un’esperienza migliore.”

Solo lavorando in perpetual beta al tuo progetto di e-commerce potrai assicurare al tuo utente un’esperienza di acquisto superiore agli altri, regolando meccanismi di automazione e personalizzazione dei contenuti, guidato dai dati.

#3 La cura dell’omnicanalità

Superate le prime tre ere del commercio, dal negozio tradizionale all’e-commerce, passando per la GDO, ci stiamo spostando verso l’era della multi-canalità: il cosidetto Retail 4.0. In un’analisi molto condivisa apparsa a febbraio sull’Inkiesta, si parla di cura dell’omnicanalità come unica soluzione per non morire di Amazon. Questo non significa che il negozio tradizionale sia meno importante, solo, diventa il centro di un ecosistema in bilico tra web e brick and mortar, dove vince chi offre al cliente più opportunità di interazione tra i diversi canali. “C’è spazio per tutti: chi compra sia online che nel canale fisico spende il 40% in più di chi compra solo nel canale fisico. Certo, è un quadro un po’ preoccupante per il mondo del franchising.”

Il tuo sito e-commerce in questo panorama si colloca come canale principale della comunicazione online, dove i consumatori reperiscono informazioni o comprano per poi ritirare in negozio, superando quindi il modello classico di acquisto online.
Le schede prodotto del tuo shop online diventano delle potenti armi di convinzione quando ad esempio vengono visitate nel negozio del tuo competitor, da utenti alla ricerca di alternative o del prezzo migliore.

Come trarre vantaggio da questa situazione? Arrivando a personalizzare i processi di vendita al punto da farli diventare dei servizi su misura, attraverso nuovi sistemi di tracciabilità in grado di incrociare i dati provenienti dal web e dal retail. Se il consumatore è omnicanale (in Italia il 70% dei consumatori acquistano online e nei negozi tradizionali – Fonte Connected Commerce Survey – Nielsen, 2016), anche la distribuzione deve diventare omnicanale, integrando strategicamente tutte le opportunità provenienti dai diversi canali.

#4 Sii quello che sembri

Dio salvi il contenuto! Un piano di content marketing associato alla promozione del tuo e-commerce è in grado di offrire ennesime possibilità di comunicazione e di posizionamento sui motori di ricerca ma anche nella mente del consumatore. I contenuti per uno shop online sono infatti le leve di convincimento a nostra disposizione per superare l’assenza di contatto umano nel percorso di acquisto. Quando si gestisce un e-commerce con un assortimento di marche conosciute è piuttosto difficile pubblicare schede prodotto con dei contenuti unici e di qualità in grado di differenziarsi veramente dalla concorrenza. Questo problema rischia di diminuire le possibilità di posizionamento organico del tuo sito. In una situazione come questa un blog potrebbe fare al caso tuo!

Attraverso la pubblicazione di contenuti con un blog, potrai comunicare al consumatore fiducia, presenza e credibilità, superando la distanza che il web impone. Oltre ad affermarti come media del tuo settore, un blog potrà aiutarti a comunicare all’utente i valori in cui credi, l’essenza che si nasconde dietro la selezione dei tuoi prodotti o la filosofia che guida la tua azienda. Ricordi? Poco sopra dicevamo di partire dal perché! Un blog è uno strumento flessibile perché risponde a un assioma fondamentale del web, non essere invadente sempre ma assillare il cliente solo quando è pronto per scoprire o acquistare il tuo prodotto. E poi lo storytelling… Non c’è bisogno di aggiungere altro vero? Se lo urli cambieranno sito, se lo racconti la gente ascolterà!

#5 L’universo ama la velocità

Questo mantra nasconde una duplice valenza in fatto di e-commerce: gli utenti tendono infatti ad abbandonare con grande facilità i siti lenti e prediligono quelli facilmente navigabili in cui per giungere al medesimo risultato occorre meno tempo.

Progetta un sito che faciliti la vita all’utente e scegli con estremo riguardo alla velocità di caricamento la piattaforma su cui far girare il tuo negozio online. Secondo una ricerca condotta da KISSmetrics, il 47% degli utenti si aspetta di poter visualizzare una pagina online in massimo 2 secondi, il 40% abbandona la navigazione di un sito se entro 3 secondi non si caricano le pagine richieste ed il livello di soddisfazione dei visitatori cala di 16 punti percentuali quando il caricamento di una pagina supera i 3 secondi di attesa. Non si tratta di accontentare solo le bizze di Google, la velocità è una discriminante fondamentale nella scelta di un e-commerce da parte di qualsiasi utente web e uno dei principali fattori di abbandono di un sito web.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni per la realizzazione di un sito web e-commerce contattaci sapremo trovare la soluzione più adatta a te.

Richiedi informazioni

Ho preso visione della privacy policy ed acconsento al trattamento dei dati *
*dati obbligatori

Leonardo Serboni

Posted by Leonardo Serboni

Leonardo si occupa, tra le varie cose, della revisione dei progetti web in TITANKA! Il digital project management è il suo pane quotidiano. Ex giovane, ex blogger, ex social media manager, è innamorato del web e della comunicazione pubblicitaria. Su di lui: appassionato di musica indie, specie se dal vivo. Ha una collezione di dischi in vinile, un cane (che vede raramente), una ragazza che parla con i gatti e una reflex che tradisce con Instagram. La sua è una vita digitale con un'anima analogica.


Potrebbero interessarti anche: