Email design da fuochi d’artificio? Responsive, calibrato, pieno di stile

Maria Chiara Pierotti Maria Chiara Pierotti   |   8 aprile 2016

Prima di parlare di email design è necessario rispondere a questa domanda:
come sarà l’email marketing nel 2020?
Cominciamo subito con una previsione fatta da Ryan Phelan, vice presidente e marketing Insights presso Adestra, nell’illuminante inchiesta fatta da Litmus sul futuro del mail marketing (per approfondire leggi qui).
Egli sostiene che le abitudini di consumo dei Millenials influenzeranno non solo le tecnologie, ma anche, ovviamente, la forma dei messaggi e la loro modalità di fruizione.
Quindi mail sempre più immediate e incisive con testi short e, soprattutto, immagini shock.

Tipo questa, realizzata per un marchio di abbigliamento sportivo che utilizza lana Merinos:

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Ma non di sole immagini può vivere una email e se analizziamo il footer della stessa noteremo alcuni dettagli importanti:

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Gli argomenti sono divisi in blocchi omogenei e chiari, viene utilizzato un video e le call to action non invitano ad un acquisto, ma ad ascoltare una storia, aggiornarsi e addirittura trasmettere un sentimento… niente male eh?

Detto ciò, proviamo a riassumere come deve essere una newsletter o una dem (a grandi linee la prima informa, la seconda vende) per funzionare in termini di design:

1)RESPONSIVE!

È importante ricordare che il 66% di chi possiede un cellulare ha uno smartphone, il 78% di chi ha uno smartphone lo usa per controllare la posta e aprire almeno il 53% di tutte le email ricevute. Da non trascurare neanche l’aumento esponenziale delle transazioni e prenotazioni direttamente da supporto mobile. Questo significa che le email devono avere un design ben visibile su diversi dispositivi e ben funzionante.
Le email costruite in ottica responsive cambiano il loro layout in funzione del supporto da cui vengono lette.

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Per questo motivo è preferibile sviluppare i contenuti su una singola colonna per assicurarsi una visualizzazione corretta su tutti i supporti.

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Se invece la tipologia di comunicazione richiede uno sviluppo dei contenuti su più colonne è importante assicurarsi che, nel passaggio da un supporto all’altro, sia mantenuta la sequenza logica dei blocchi di contenuto.

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Sempre in ottica responsive meglio utilizzare caratteri grandi, con una dimensione che varia tra i 14 e i 22px, facilmente leggibili da tutti gli email service providers, i famosi “Safe fonts” (Arial, Verdana, Tahoma e Times sono un esempio) che non cambiano faccia a nostra insaputa. Una nota importante riguarda anche i “bottoni”, ovvero le call to action, che devono essere immediatamente individuabili, comodamente cliccabili con le dita e visibili sempre (anche quando le immagini non si scaricano con l’utilizzo tassativo del testo alternativo). Massima attenzione anche al Preheader, la prima frase della mail, quella già visibile nella casella di posta prima che il messaggio venga aperto. Consideratela come parte integrante dell’oggetto e… giocateci un po’ (vedi più avanti l’esempio di Starbucks).

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E chi sostiene che queste possano essere regole troppo restrittive per una mente creativa, date un’occhiata a queste dem monocolonna che sfruttano a pieno il potenziale del formato:

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2)BEN CALIBRATA

Una email per funzionare deve essere ben calibrata, ovvero divisa in blocchi di contenuti e immagini coerenti fra loro distribuiti in modo armonioso (larghezza massima 650 px, larghezza migliore 550/600 px). Tantissime le opzioni: si può puntare tutto su un header forte e brandizzato usando un design flat quando il contenuto e soprattutto l’obiettivo della comunicazione lo consentono, come in questo caso:

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Si può scegliere un montaggio modulare ben organizzato quando si vogliono dare informazioni precise e chiare, come fa Secret Escapes:

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In tutti i casi i testi saranno brevi, le immagini importantissime, i colori pochi e le call to action sempre in evidenza.

3) ORIGINALE E PIENA DI STILE

L’email deve essere proprio così, originale e piena di stile, e la guida per orientare la creatività è la brand identity, l’anima del proprio business, l’elemento chiave che consente ad ogni marchio di essere ricordato e amato nel tempo. Ovviamente non si può realizzare una email efficace senza conoscere l’identità di chi comunica, senza un “chi sono” forte e chiaro si fa fatica ad essere convincenti e persuasivi.

Pensiamo a Starbucks che associa i suoi celebri “bibitoni” alle stagioni e agli stati d’animo (utilizzando in modo molto seduttivo il Preheader visibile in anteprima da mobile!):

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A Uber, il celebre servizio di taxi on-demand che utilizza addirittura una gif animata per far passare un messaggio semplice “Questo 4 luglio concentrati sui fuochi d’artificio e non ti mettere al volante ubriaco” (notare la call to action “Take the pledge”, prenditi l’impegno…)

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A un must, Burberry, che conosce benissimo la sua brand identity e lo dimostra utilizzando un colore che con una sfumatura racconta una storia, senza bisogno di leggere i testi.

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Insomma, l’email ha decisamente cambiato veste divenendo uno strumento che utilizza a piene mani immagini potenti e una grafica che non può essere lasciata al caso. Il design ha un ruolo fondamentale e l’obiettivo sono i fuochi d’artificio di Uber!

Se anche tu vuoi creare dem, o newsletter, belle ed efficaci chiamaci… e porta l‘accendino 🙂 noi penseremo a tutto il resto!

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Maria Chiara Pierotti

Posted by Maria Chiara Pierotti

Maria Chiara si occupa per TITANKA! di web editing e mail marketing. Esperta di comunicazione ha lavorato come giornalista, copy writer, media educator e illustratrice. Le piacciono i film di fantascienza, le utopie anarchiche, le cene con gli amici e il Mont Blanc (il dolce). Nel tempo libero cammina, considera il DIY una filosofia di vita e fa quadri con le bombolette.


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