Troppi dati, nessun dato, nessuna decisione, nessun cambiamento.

Marco Baroni Marco Baroni   |   29 novembre 2019

Sono un amante dei dati, dei numeri e delle metriche, ormai l’ho detto in tutte le salse, ma ripeterlo e sottolinearlo non gusta mai.

Non mi stancherò mai di dire che il sito web di un hotel non è mai troppo bello o troppo brutto, non si tratta di un’opera d’arte da appendere in salotto.

Il sito web del TUO hotel o villaggio deve essere pensato e progettato come un mezzo per vendere camere e produrre fatturato.

FINE, non serve aggiungere altro.

Per cui la “bontà” di questo strumento può essere misurata solo con i numeri, con delle metriche condivise con quei fattori che ai corsi fighi di business chiamano KPI (Key Performance Indicator), l’indicatore essenziale di prestazione.

Facile a dirsi ma difficile a farsi!

Il problema infatti è capire quali numeri e quale segmentazione sia giusto seguire: reach, impression, bounce rate, open rate… e tanti altri!

Nel metodo TITANKA!, ovvero il metodo che applichiamo ai clienti Performance, ci basiamo sulla semplificazione e sull’utilità dei numeri.

Mi spiego meglio.

È inutile segmentare ogni singolo canale, dato, numero, supposizione e parametro se poi con questa enorme quantità di dati non ci fai nulla.
O peggio ancora, se poi questa mole infinita di informazioni non l’applichi per mettere in campo cambiamenti strategici rispetto ai dati stessi che con grande fatica hai prodotto.

I numeri fini a sé stessi non servono e non portano a nulla, sono solamente esercizi di stile molto costosi in termine di “effort” e hanno ragione di esistere solo nel momento in cui qualcuno li analizza e prende decisioni in base a quanto visto.

Allo stesso modo segmentare dati e numeri in modo compulsivo, al punto tale da non poterli nemmeno più gestire perché non ci si ricorda neanche la logica di estrazione, va da sé che è ancora più dannoso che non averli.

Concordi? Penso proprio di sì.

So che almeno una volta è successo anche a te, a me più di una volta a dir il vero, proprio per questo ora ci sto MOLTO attento.

Quando parliamo di dati di vendita e fatturato diretto (no OTA e intermediari vari), la segmentazione del fatturato deve essere suddivisa semplicemente in fonti e provenienze:
• Telefono;
• Google Ads;
• Facebook Ads;
• Newsletter database proprietario;
• SEO & Google organico:
• Campagne su siti/portali/attività terze

Per ognuna di queste voci dobbiamo poter disporre di soli 2 DATI (due non venti, solo due):

1. COSTO IN EURO delle azioni marketing intraprese;
2. FATTURATO IN EURO prodotto da quelle azioni;

Se la ratio tra i due valori è MENO del 18%, (e sai a chi mi riferisco), allora funziona e va incrementato come canale.

Se è pari o superiore al 18% capiamo cosa fare e cosa non ha funzionato al meglio.

Tutto il resto sono “volatili per diabetici” utili ai guru per riempire improbabili fogli di Excel e giustificare una fattura.

Poche cose, semplici che consentano di prendere decisioni e intraprendere azioni in grado di migliorare i risultati ottenuti.

Misuriamo SEMPRE Euro con Euro.

Fine della strategia.

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Marco Baroni

Posted by Marco Baroni

Socio fondatore, A.D. e Direttore Servizi Web di TITANKA! S.p.a., importante agenzia web con clienti in tutto il territorio nazionale. Da più di 20 anni sviluppa progetti web e coordina sviluppatori, grafici e esperti di web marketing. Svolge attività di Consulenza per PMI, enti e istituzioni nazionali, aziende del settore turistico e ricettivo e grandi realtà internazionali. Il suo hobby preferito è sperimentare insieme al suo team di esperti nuove tecniche per aumentare i fatturati on line sia di strutture ricettive che di siti e-commerce.


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